Nona edizione per la manifestazione “I Colori del Vino” di Lessona. La  serata del sabato, ultima di una serie di incontri culturali e sociali organizzati dal Comune, dal Circolo di Lessona e come ogni anno, anche  dall’ instancabile sommelier Ermanno Mino. Protagonisti vini del biellese ovviamente ma non solo.


Molte le aziende anche del Novarese e Vercellese e oltre, rappresentate dal Consorzio di tutela dei vini  di Caluso Carema e Canavese, dal Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte e dell’ Enoteca Regionale del Biellese e della Serra. Tutto l’ Alto Piemonte in grande spolvero insomma. Servizio di mescita al banco curato dai  Sommelier della F.I.S.A.R. (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori), dell’ A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) e degli assaggiatori dell’ O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino). Presenti anche O.N.A.F. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) con una selezione di prodotti del territorio sapientemente abbinati con in vini e anche qualche distillato artigianale ovviamente locale. Anche la condotta di Biella di Slow Food non è mancata a questa edizione per la valorizzazione e comunicazione dei presìdi del territorio. Quest’anno il vino ospite è stato il Dolcetto della Valle Bormida presentato dal disponibilissimo Luca Lanza. Molte le presenze soprattutto di giovani che si sono avvicendanti per tutta la serata fino a notte fonda, senza mai creare quella calca a cui siamo abituati nelle blasonate occasioni enologiche. Anzi, i produttori presenti sono stati disponibili alle domande ed alle richieste di tutti. Una manifestazione alla quale non possiamo più mancare visti i risultati sempre crescenti dei vini del Biellese negli ultimi anni.

La scoperta enologica della serata è la giovane azienda Cascina Preziosa di Catellegno - Biella con il Djarmai Coste della sia Rosso 2015.


Il nome è difficile ma il vino è bevibilissimo! Djarmai è il nome in creolo dell’ isola di Capo Verde un omaggio del patron Gianni Selva Bonino all’isola dove ha un’attività immobiliare (come è noto le vigne impegnano pochissimo…ndr). È un matrimonio assai difficile quello tra sua maestà il nebbiolo e la scalpitante  barbera, ma non è questo il caso. Sono in parti uguali (strano vero? nrd) ed insieme ballano il valzer sulle vostre papille. I due vitigni si distinguono nettamente. Non fai in tempo a apprezzare uno che arrivano prepotente il secondo per ricordarti “hei! ci sono anch’io e non sono da meno” Il colore è quello della Barberarosso rubino, vivace e intenso. Al naso freschissimo e fruttato ma poi arriva l’erbaceo spinto dalla genziana nelle retrovie e la cavalleria è arrivata... In bocca? Ancora meglio! Piacevolissimo ed elegante.


Mentre continui a chiederti come questi due giganti possano stare così bene insieme hai già finito il tuo assaggio. Promemoria: Il sorridente ed abbronzatissimo Gianni non sta mai fermo e ha già intenzione di cambiare il contratto prematrimoniale e relative percentuali quindi una bottiglia del 2015 in cantina la metterei. Sempre per scopi didattici ça va sans dire.

(Il vino Coste della Sesia Rosso "Djarmai" 2015 lo trovate--> qui)

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