Shipping within Italy from euros 5.99. FREE for purchases over euros 150!

Fabio Zambolin avvia la sua piccola realtà vitivinicola nel 2010 in quel di Cossato, piccolo paese di circa 15 mila abitanti situato 12 km ad est di Biella. Dedica sin da subito tutto il suo impegno e la sua passione ad una delle DOC situata nell’area più ad ovest dell’Alto Piemonte vitivinicolo, ovvero Coste della Sesia, che prende il nome proprio dal fiume che bagna i vari comuni che la compongono. Cossato, a sua volta, fa parte del versante biellese di questa particolare denominazione che a mio avviso merita un approfondimento, gli altri comuni per dovere di cronaca sono: BrusnengoCandeloCerreto CastelloCossatoCurinoLessonaMasseranoMottalciataQuaregnaSostegnoValdengoVigliano Biellese e Villa del Bosco. L’altro versante, quello vercellese, comprende i comuni di GattinaraLozzoloRoasio e Serravalle Sesia. La vite è presente in questa zona sin dall’età romana, persino Plinio il Vecchio ne elogiava le qualità specificandone l’ampia diffusione, incrementata ulteriormente durante l’epoca del Medio Evo. La particolarità di questa DOC, con vigne situate ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 600 metri s.l.m. , la si deve principalmente alle caratteristiche del suo terreno, un pH tra i più acidi al mondo, composto prevalentemente da argillasabbiaciottoli di granito e porfido. Le vicine Prealpi Biellesi ed il Monte Rosa proteggono le colline dai gelidi venti che soffiano da nord, inoltre le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte assicurano alle uve un bagaglio di profumi ed un’intensità olfattiva proprie solo dei grandi vini. La DOC Coste Della Sesia è composta da min. 50% nebbiolo, localmente chiamato spanna, e come cita il disciplinare, per la restante parte: ”possono concorrere altri vitigni a bacca rossa non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte e iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, max. 50%”. Differente è la percentuale con la menzione in etichetta dei vitigni a bacca rossa: CroatinaNebbiolo, Spanna o Vespolina in cui si richiede un minimo dell’ 85%.


L’esigenza di fare vino per Fabio nasce da valori prettamente affettivi che riconducono fortemente alle proprie origini, alla famiglia. Portare avanti il vecchio vigneto di 2000 metri quadri coltivato dal nonno Feldo, e farne un lavoro a tempo pieno, è un sogno diventato realtà, tanto che nel 2013 decide di dedicargli la prima bottiglia di uvaggio chiamandola appunto “FELDO”.  A questo storico vigneto di famiglia si sono aggiunte nel tempo altre vecchie vigne di grande valore, oltre ad alcuni nuovi impianti, si arriva così ad una superficie totale di 1,2 ettari. Piccole produzioni, attenzione maniacale in vigna e rispetto del territorio, questo le parole del nostro protagonista, incontrato con piacere durante l’evento “In Vigna Veritas” di Vigliano Biellese: ”La mia filosofia è quella di un piccolo produttore che si impegna ad ottenere il massimo dalle sue viti lavorandole nel modo migliore, nel rispetto di tutto ciò che le circonda e ci circonda, in modo da ottenere ottime uve da cui ricavare vini che possano esprimere al massimo la territorialità delle mie etichette, ovvero il Nebbiolo in purezza e l' uvaggio, composto da Nebbiolo, Croatina e Vespolina,  in un territorio grandioso per la coltivazione della vite, l ’Alto Piemonte.

                                           

Fabio è molto sensibile ai valori legati ad un’agricoltura sostenibile dedita al minimo impatto ambientale, n’è la prova il fatto che interviene il meno possibile in vigna, preferisce adeguarsi ad un regime di lotta integrata che sfrutta le componenti naturali presenti nello stesso terreno, un tipo di agricoltura che si ispira al regime biologico. L’obbiettivo è combattere la presenza dei vari antagonisti della vite, quali ad esempio acari e insetti, obbligandoli a convivere con i loro nemici, in una sorta di lotta che ha l’obiettivo di annientarli, ciò permette la drastica riduzione dei pesticidi a vantaggio di un prodotto più sano da offrire al consumatore. Fabio mi racconta che in cantina si parla la stessa lingua, i vitigni devono essere sempre in grado di esprimere il più possibile  gli elementi distintivi che li caratterizzano, e considerando il tipo di terreno su cui vengono allevati, sarebbe un delitto se fosse il contrario, ovvero se si costruissero vini senza identità o peggio omologati dall’eccessivo utilizzo del legno. A tal proposito vengono utilizzate per l’affinamento  solo barriques esauste.

E’ giunto il momento di descrivere le due etichette degustate con dovizia di particolari, mi sembra il minimo visto l’impegno impiegato dal nostro protagonista. Partiamo dal presupposto che nel catalogo vini di casa Zambolin non esiste un vino d’ingresso, volgarmente detto “base”, entrambe le etichette son il frutto dell’impegno di Fabio applicato con la medesima tenacia, se mai il risultato nel bicchiere o l’eventuale superiorità qualitativa del vino stesso, ammesso che esista, ma questo dipende molto dal gusto personale, la si deve principalmente alle caratteristiche del vitigno impiegato.


Coste della Sesia DOC Rosso "Feldo" 2016

Da uve nebbiolo 50 % , croatina 25 % , vespolina 25 %, questo vino è il frutto di piccole particelle di vigneti situati nei comuni di Cossato, Valdengo e Lessona ed è ricavato solo da viti vecchie di 60-80 anni. Le uve vengono raccolte e vinificate per singolo vigneto, fatte fermentare in vasche d’ acciaio da 10 HL senza aggiunta di lieviti, vengono effettuate due follature giornaliere. Al contrario la massa viene fatta fermentare tutt’assieme, non separatamente, la macerazione sulle bucce dura circa 24 giorni. L’affinamento inizia con un mese abbondante in vasca d’acciaio e come ho anticipato si passa successivamente a barriques di rovere esauste, dove viene svolta la malolattica in maniera del tutto naturale ed un prolungato affinamento di circa 12 mesi. Successivamente il vino viene assemblato  in vasca d’acciaio per altri  6 mesi prima dell’imbottigliamento per una maggior stabilizzazione. 13,5 % Vol., si palesa al calice color rubino intenso con riflessi granato a bordo bicchiere, luminoso e di buona consistenza. Un naso sin da subito stimolante, fine, minerale: sabbia bagnata, argilla, pietra calda al sole, ingentilito da tracce speziate di pepe nero ed erbacee di timo. Il frutto è dolce, ricorda la ciliegia croccante, la fragolina di bosco, il ribes, chiude una traccia balsamica che ricorda il mentolo. Il tannino è vibrante, tipico del buon nebbiolo, incisivo ed al contempo dolce, coadiuvato da un frutto ben maturo e da una freschezza che stimola la beva e ricorda l’acidità dei frutti rossi, interessante l’allungo sapido che mostra profondità gustativa. A mio avviso un vino perfetto su ravioli di carne al sugo d'arrosto, risotto ai funghi porcini o formaggi stagionati di latte vaccino.


Coste della Sesia DOC Nebbiolo "Vallelonga" 2016


Da uve 100 % nebbiolo, localmente chiamato spanna, allevate su piccole particelle site in Lessona e Cossato ( 60 % da viti vecchie di 60/80 anni - 40 % da nuovi impianti) questo vino subisce la stessa vinificazione e lo stesso affinamento del precedente, l’unica differenza riguarda la macerazione sulle bucce, che dura un po’ di più, 27-28 giorni.  13,5 % Vol., manto granato trasparente, molto vivace, lampi rubino,  mostra buona consistenza. Il naso è dotato di un’eleganza notevole a fronte di un impatto minerale ancora più complesso del precedente, riporta in vigna con la mente e con il cuore, ma direi anche con i piedi, perché ritroviamo sabbia bagnata, foglie secche, pietra polverizzata, effluvi balsamici di eucalipto e tabacco in foglia, ma anche pepe verde, chiodo di garofano, amarena, lampone, il vino evolve lentamente e mostra ad ogni respiro caratteristiche fedeli al territorio. Il sorso è giustamente teso, vibrante, nervoso, tannino marcato ed incisivo data la giovane età, ma anche dolce.  La succosità del sorso è notevole e sviluppa sensazioni di freschezza dominante che rendono la beva quasi compulsiva, chiude una lunga scia sapida se vogliamo maggiore rispetto al precedente, ma è sua maestà il nebbiolo che è un fuoriclasse, c’è poco da fare. Un vino adatto a diversi abbinamenti gastronomici per via della profondità gustativa, a mio avviso un risotto al nebbiolo o degli agnolotti al sugo d'arrosto, nonché formaggi stagionati di latte vaccino, sapranno valorizzare il tutto regalandovi dei momenti di puro piacere enogastronomico.

(Photo Credit: Andrea Li Calzi, BiWine e Fabio Zambolin.)

Related Articles
28.01.2019
Cristiano Garella
04.06.2019
Uno splendido "Tramonto in Vigna" e i vini di Cascina Preziosa.