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Cosa fa una vecchia sedia arrugginita sotto un albero poco lontano dai filari


E’ li da molto tempo, nessuno la tocca e nessuno la toccherà. La storia dietro a questa sedia è il motivo che spinge le  nuove, (piccole) aziende a tuffarsi nel vino, ancora oggi, nonostante tutti e tutto.  E’ la leva che spinge quei piccoli vignaioli  a produrre anzi a fare il vino,  anche se non sempre vantaggioso.


(Pietro Mascazzini - dipendente della cantina Gaggiano e Donatello Rinaldi)

Quando il patron dell’azienda Gaggiano, Marco Fabris chiese all’anziana Signora di affittare quei pochi filari di nebbiolo  in località Casa nel Bosco la risposta fu, prima di ogni trattativa, l’indiscutibile mantenimento della vecchia sedia là dove si trovava, sotto le fronde di quell’albero. Il motivo? Il più semplice: il marito, ormai scomparso  era solito riposarsi su quella sedia, sotto quelle fronde, dopo le ore passate a curare i suoi amati grappoli. Per la Signora è fondamentale che venga mantenuta questa tradizione, anche se il marito non c’è più e la vigna sarà curata dal altre mani. 


Non mi è noto se tale clausola durante la stipula del contratto  sia stata effettivamente concordata, sottoscritta e convalidata dalle parti, ma non importa. Basta la parola. Si chiama fiducia ed è moltissimo perché è basata sul rispetto. Certo è antieconomico. Si dovrebbe  rimuovere la sedia, abbattere l’albero, prolungare i filari per aumentare la produzione ed ottimizzare il costo della locazione. Ma non qui. Qui, in  un piccolissimo paese dell’Alto Piemonte, talvolta accade che sia altro a muovere gli eventi. Il responsabile è un semplice  gesto d’amore. L’amore di  una moglie per il suo marito e l’amore per una vigna e la sua storia. 

Un ringraziamento speciale a Pietro che ci ha accompagnato in giro per vigneti, fatto assaggiare i vini e raccontato questa bellissima storia.

I vini della cantina Gaggiano li trovate (qui)

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28.01.2019
Cristiano Garella