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No, non sono impazzito, il fatto è che quando arriva questa stagione il solo pensiero di andare a trovare Alfonso Rinaldi a Suno, ed assaggiare la sua nuova annata di erbaluce o greco novarese denominato Colline Novaresi DOC Bianco “Costa di Sera dei Tabacchei”, mi mette addosso una carica esplosiva che nemmeno ad un concerto dei Rolling Stones al Madison Square Garden, durante un riff di Keith Richards.


(vigna di Alfonso Rinaldi con vista sul Monterosa - foto di Danila Atzeni)

Alfonso lo conosco solo da 5 anni, ma il rapporto che si è instaurato con tutta la sua famiglia è un qualcosa di raro ed al contempo meraviglioso, il merito è tutto suo, il modo in cui mi accoglie nel suo “Château Rinaldi”, così l’ho ribattezzato, mi permette ogni anno di vivere un’atmosfera lontana dai ritmi frenetici di oggi, dove il tempo pare essersi fermato, e solo per fare un esempio la parola ”social” la si ritrova solo ed unicamente nella carta che riveste il Gorgonzola che ogni anno gli regalo, della Latteria “Social(e)” di Cameri, paese in cui tra l’altro sono nato. Ma il merito a pensarci bene non è solo di Alfonso, perché la moglie Gianclara ed i figli Antonella e Riccardo sono partner ideali della sua stupenda filosofia di vita, persone che si interessano realmente a ciò che hai da dire, con il quale è piacevole condividere esperienze e raccontare aneddoti.


(l'Azienda Agricola Alfonso Rinaldi a Suno in provincia di Novara - foto di Danila Atzeni)

Quest’anno ad esempio, tra le tante pianticelle che fungono da cornice alla grande casa di campagna, Alfonso ci ha mostrato una pianta di mirto sopravvissuta miracolosamente durante un loro viaggio in Sardegna, ripiantata a Suno, si è adatta perfettamente al suo microclima, stessa identica cosa un’altra pianta di capperi di Pantelleria, souvenir di un'altra vacanza. Ogni incontro o episodio, come amo definirli, è una storia a sé, perché per puro caso a “Château Rinaldi” si incontrano sempre persone nuove, il più delle volte di nazionalità diverse, amici e clienti storici di Alfonso, insomma si crea davvero un’atmosfera unica, difficilmente descrivibile a parole, bisogna viverla per comprenderne a pieno l’essenza.


(Alfonso e Gianclara in compagnia di una tavolata di ospiti stranieri)

Il territorio di Suno in provincia di Novara fa parte dell’area vitivinicola denominata Colline Novaresi, le sue peculiarità e la passione viscerale del nostro protagonista in materia di erbaluce e rock’n’roll, l’ho già raccontate con dovizia di dettagli nel mio precedente articolo che raccontava l’annata 2017, quest’anno ho deciso invece di dedicare ad Alfonso, ed al suo vino, uno dei miei finger food preferiti, una ricetta di Danila Atzeni, fotografa ufficiale dei miei articoli, che da sempre delizia il mio palato con questo appetitoso stuzzichino che ho ribatezzato “rock’n’rollini di ricotta e spinaci”, perfetto a mio avviso in abbinamento al Colline Novaresi DOC Bianco “Costa di Sera dei Tabacchei”.


(Coste di Sera dei Tabacchei 2017)


Dosi per circa 13 rollini (una pasta sfoglia rotonda):

• Ricotta fresca di latte vaccino – 125 gr.

• Spinaci freschi – 300 gr.

• Uovo – 1, più un tuorlo per spennellare la sfoglia.

• Parmigiano Reggiano 24 mesi – 35 gr.

• Sale fino e pepe – due pizzichi.


(foto di Danila Atzeni)

Fate scottare gli spinaci freschi, fino ad appassimento, in un filo d’olio evo utilizzando una grande padella senza coperchio, versateli in un recipiente ed una volta raffreddati fateli scolare per bene, incorporate la ricotta fresca anch'essa fatta scolare precedentemente, l’uovo ed il Parmigiano, aggiustate di sale e pepe, mescolate energicamente con un mestolo fino ad ottenere un composto della giusta densità. Adagiate la farcia al centro della pasta sfoglia livellando per bene, arrotolate il tutto aiutandovi con la carta da forno fino a comporre un “rollone” che spennellerete con il tuorlo dell’uovo. Ponete in freezer per 30 minuti, vi sarà più facile in questo modo tagliare trasversalmente i rollini in parti uguali dello spessore di due centimetri.


(foto di Danila Atzeni)

Cuocete per venti minuti in forno preriscaldato a 180° ventilato, adagiando la teglia nel binario centrale, avendo cura di controllare di tanto in tanto, il tempo dipende molto dal tipo di forno. Terminata la cottura disponeteli in un piatto da portata e fateli riposare per una ventina di minuti prima di servirli.


(foto di danila Atzeni)

Colline Novaresi DOC Bianco “Costa di Sera dei Tabacchei”, Alfonso Rinaldi.

Il Colline Novaresi DOC Bianco “Costa di Sera dei Tabacchei” è un vino 100% erbaluce o greco novarese, in tutto e per tutto vige “il rigore della semplicità”, della chiarezza, essenzialità, poche volte un vino rispecchia così a fondo l’anima del suo vignaiolo, le rese per ettaro non sono certo da stress da vendemmia verde. Dal primo giorno in cui l’ho conosciuto, Alfonso, mi ha sempre spiegato che se vengono rispettate con amore e passione tutte le fasi della vegetazione ed i bioritmi naturali del luogo e della vigna, non serve a nulla dannarsi l’anima per entrare nel Guinnes dei primati da resa per ettaro. L’affinamento viene svolto esclusivamente in acciaio allo scopo di preservare il più possibile le peculiarità del vitigno, in genere l’imbottigliamento avviene poco prima dell’inizio della primavera successiva alla vendemmia

(grappolo di Erbaluce Greco Novarese nella vigna di Alfonso Rinaldi)

L’annata 2018 è stata caratterizzata da un andamento piuttosto regolare privo di fenomeni significativi, una primavera equilibrata ha portato la vite ad una buona fioritura, leggermente anticipata. L’inizio dell’estate è stata un po’altalenante, con fasi fredde e piovose alternate a periodi di caldo, condizioni ottimali per una perfetta allegagione. La parte significativa dell'estate è stata invece caratterizzata da assenza di precipitazioni e temperature elevate, le piante hanno vissuto sintomi lievi di sofferenza da calore, ma non da carenza idrica, perché  il terreno fortunatamente aveva accumulato tanta acqua nel periodo antecedente, questi aspetti hanno reso possibile un andamento regolare della maturazione. L’abbassamento delle temperature e poche piogge negli ultimi dieci giorni prima della vendemmia, sono state importanti per il patrimonio aromatico dell’uva e per la giusta acidità, fondamentale in un vino bianco che si rispetti. La gradazione alcolica è 12,5 % vol.


(vigna di Erbaluce Greco Novarese di Alfonso Rinaldi)

Il vino si presenta luminoso e vivace, un paglierino intenso attraversato in controluce da riflessi verdolini, è consistente e delinea archetti fitti e regolari, conseguenza diretta di un buon estratto seccoIl naso in questa fase mostra esuberanza di note fruttate, senza perdere per nulla quella classe e finezza che contraddistingue l’erbaluce nel territorio di Suno. Il melone bianco d'inverno incontra la scorza di limone, la susina gialla e la mela Golden, un floreale di biancospino ed un ricordo di clorofilla e menta dolcemaggiorana. Chiude una vena minerale sottile che ricorda il calcareil gesso.  Il palato è verticale, teso, succoso, ricco di estratto, coerenza di note fruttate e sapidità in perfetto equilibrio con la freschezza del sorso, vera arma vincente del vino, sinonimo di attenta cura in vigna, complice l’annata a cinque stelle. L’impatto gustativo è intenso, colpisce per una lunga scia sapida tipica del territorio che lo rende versatile nei più svariati abbinamenti: antipasti e primi piatti di pesce, verdure e carni bianche.


(Coste di Sera dei Tabacchei 2018 - foto di Danila Atzeni)

L’abbinamento con i miei “rock’n’rollini di ricotta e spinaci” risulta davvero azzeccato per via della lunghezza gustativa del vino e del piatto, la freschezza del sorso deterge la tendenza dolce degli ingredienti e la morbidezza ne smorza le durezze, date principalmente dagli spinaci. Una classica merenda che consiglio durante un picnic primaverile, possibilmente a Suno, in compagnia della stupenda famiglia di Alfonso che ringrazio per la squisita compagnia e con l’intento di tornare presto a trovarli.

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