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Sono Renzo Duella e moglie Silvia a gestire tutto, ma proprio tutto, con una passione così forte da arrivare a toccare tutte le forme viventi. Siamo a Boca, nella località che da il nome all’azienda, certamente nota alle generazioni passate come zona vocata per la produzione di vini. D’altra parte il Boca venne definito come “vino da Papi” già nei primi anni del 1900 e oggi quello del Nord Piemonte è un areale in grande fermento che sta ritornando pian piano sulle tavole grazie alla decisione di molte famiglie e imprenditori, di riprendere in mano antiche cascine, ambienti storici in cui una volta si produceva vino.


(Renzo Duella)

Già, perché le colline di Boca sono sempre state arredate da vigna. E non solo, perché c’è anche il talento di Alessandro Antonelli, nativo di Maggiora, ad impreziosire il quadro: è sua l’opera di restauro del Santuario, un luogo da magia bianca. E quella di  Renzo è una realtà destinata a non cambiare strada.


(vigna in Località Montalbano, Boca)

Le superfici vitate specializzate a Boca sono da piccolo atelier di moda pari a poco più di 2,5 ettari spalmati nei comuni di Boca, Cavallirio, Grignasco, Maggiora e Prato Sesia, in provincia di Novara.


(terroir a Montalbano. Porfidi rosa del Supervulcano della Valsesia)

Tendenzialmente nei vini si mantengono le % di uvaggio più tradizionali, legate al territorio e al disciplinare, entrato in vigore ufficialmente nel 1969, anno del riconoscimento della Doc e quindi Nebbiolo (qui Spanna) per il 70% - 90% e in base alle annate Vespolina e Uva Rara, da sole o insieme, per un massimo del 30%. Per berlo, il vino, si dovranno aspettare almeno 30 mesi, periodo trascorso in botte di slavonia, seguiti da altri 12 mesi di riposo in vetro.


(le botti di Poderi Garona in cantina)

Una realtà minuta, quella di Poderi Garona, che mixa impianti classici, come quello della Maggiorina di cui resta una traccia di un piccolo vigneto, a quelli moderni, come il Guyot, così da sperimentare le uve non solo in ogni forma di allevamento ma anche di età più vecchie perché essendo il podere gestito da molte generazioni, le vigne sono state nel tempo sostituite in appoggio a quelle più age.


(Recenti modifiche al vigneto)

Circondate dalle Alpi, le piante vivono a quota 420 metri s.l.m. a Montalbano di Boca dove il nebbiolo diventa anche rosato. Colorato, luminoso e salino, è di bella persistenza e in grado di neutralizzare la polpa, anche nelle annate più calde.


(i vini prodotti da Poderi Garona)

E il vino di punta? Il Boca, oltre ad esser sempre più buono, via via che gli anni passano, viene prodotto iniziando dalla rigorosa selezione delle uve nel momento della vendemmia, manuale, a cui segue una festa alla fine di  ogni giornata. 


(il casotto dove hanno luogo le feste post vendemmia)

E se il 2012 era impattante nei suoi fiori e più morbido in bocca, il 2013 nel tempo, da fitto e spigolo, è diventato oggi pieno nel frutto, fibroso con note balsamiche appena accennate al naso. Da aspettare per coglierne tutto il potenziale.

(Boca DOC di Poderi Garona)


Il Vino Rosato Fenrose ed il Boca DOC di Poderi Garona li trovate qui

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