Spedizione gratuita per l' Italia con 150 euro di spesa!

La fine dei grappoli è vicina. Periodo strano questo. Si tirano le somme. La stagione produttiva è ormai al termine e quel che è fatto è fatto o meglio: quello che si è salvato si è salvato. Tralascio il discorso meteorologico perché quest’anno pare sia stato clemente almeno qui nell’ Alto Piemonte. Non me ne voglia chi si è flagellato in piazza indossando il cilicio (come ogni anno peraltro), accusando qualche leggera perturbazione della rovina sua e dei suoi figli e dei figli dei suoi figli per sette generazioni. Salvo poi portare a casa più uva di tutti i suoi vicini e peraltro di ottima qualità. È noto che alcuni vignaioli ritengano di buon auspicio il lamento abbondante e costante dal germogliamento all'allegagione e li lasciamo fare.


(Photo Credit: Stefano Pescio//Unconventional Photography)

Ogni anno c'è sempre qualcuno o qualcosa di nuovo che mina la produzione di ottimi grappoli. Posso dirvi, con evidenza scientifica, che quest'anno è comparso un nuovo mammifero nel Nord Piemonte: il cinghiolo. Metà cinghiale e metà capriolo. Nota bene: ha due teste, una per specie, sì perché dove non arriva a sferrare morsi letali ai grappoli, visibilmente sporchi di terra, con la prima testa (del cinghiale), utilizza la  seconda  (del capriolo) raggiungendo e strappando i grappoli più in alto. Il corpo è quello di una giraffa o giù di lì perché altrimenti non si spiegherebbero i salti di rete elettrificata da  1.5 metri che vengono bellamente superati neanche fosse ad un concorso ippico. Ma non è il solo. La moda primavera estate 2018 ha riportato in auge un vecchio amico: un coleottero anzi, “IL” coleottero  (Popillia Japonica, facciamo i raffinati), che ha pensato bene di trasferirsi nel bel paese. Anche quest'anno ha preso un volo di linea dal Giappone ed è atterrato qui a Malpensa (che culo avere un aeroporto internazionale vicino!). Mentre sorseggiava il suo Martini in First Class con le zampette accavallate già pregustava lauti banchetti tra i filari di Nebbiolo, Vespolina, Uva rara, Greco Novarese ecc. ecc. Inoltre ingravida una quantità di femmine della sua specie da fare invidia ad una rock star, il maledetto.


(N.B. L'animale rappresentato in foto e descritto nell'articolo è frutto della fantasia del nostro autore. Nessun animale è stato maltrattato durante la modifica della foto)

Queste sono solo alcune delle fiere, non mitologiche, che devono affrontare i vignaioli ogni anno. Ogni anno crescono le strategie, le astuzie, i rimedi, le armi convenzionali e non (le vigne sono escluse dalla convenzione di Ginevra questo è un fatto), ma è quasi tutto inutile. L’anno successivo non serviranno a nulla perché ci sarà un nuovo insetto, un nuovo fungo, una nuova specie aliena in aggiunta alle precedenti. Quindi i Grappoli (pochi) sopravvissuti a questa selezione, che definirla naturale è limitante, sono giustamente  tutti in bella mostra e stanno rubando follower ai Ferragnez. Non li avevate notati sui social vero?


(Photo Credit: Stefano Pescio//Unconventional Photography)

Ora capite perché i vignaioli, ogni tanto, sono un po’ nervosetti durante la vendemmia? Quando in mezzo ad una lotta senza quartiere, pardon filare, telefoniamo per una degustazione in cantina e loro dalla prima linea sotto al fuoco nemico ci rispondono che sarebbe meglio rimandare, non dovremmo insistere. Anzi non avremmo neanche dovuto chiamare!

Tutto quanto sopra esposto vale ovviamente per chi il vino lo “fa” in vigna. Per tutti gli altri questa annata sarà come quelle trascorse e quelle future: ottima e abbondante. 

Si ringrazia Silvia Barbaglia per averci permesso di vendemmiare con lei! E per averci sopportato...


Related Articles
15.12.2017
Vespolina mon amour!
07.05.2018
Benvenuto Roberto Conterno!
14.05.2018
La Grande Bellezza… di Gattinara