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Giovedì sera scorso presso la sala conferenze di Villa Paolotti, a Gattinara, si è svolto l’ultimo dei quattro incontri con i giovani gattinaresi che hanno raggiunto traguardi importanti nella loro professione. Il tema delle serate: “La Grande Bellezza…di Gattinara”, eventi  patrocinati dall’ AVIS sezione di Gattinara ed Il Comune.


Eccoci quindi, insieme al Sindaco di Gattinara l’Avv. Daniele Baglione, ad ascoltare le storie dei giovani viticoltori (anzi giovanissimi! siamo coetanei ndr), che   hanno raccontato delle loro  cantine dagli albori ad oggi. Si conoscono tutti, sono amici di vecchia data, perfino compagni di scuola o di banco, che oggi hanno solo qualche ruga e capello bianco in più rispetto ad allora, ma l’ energia e la voglia di prendersi in giro vicendevolmente come quando erano adolescenti.


Ma cosa accomuna questi imprenditori affermati, i loro vini Gattinara e il loro territorio? Sono molto diversi tra loro, ma tutti sono uniti dalla passione per il vino e per la terra maturata negli anni  e non imposta. Una scelta di vita non un semplice lavoro. Qualcuno è tornato a coltivare la vigna dopo aver girovagato a lungo in Italia e oltre come è il caso di Stefano Dorelli, Cantina Delsignore. Esperto nel settore delle automazioni industriali, oggi viticoltore a tutti gli effetti. Produce 16.000 bottiglie suddivisi in 6 tipologie di vini, tra cui tra cui anche un raro Nebbiolo metodo classico. Per lui c’è un valore spirituale di crescita interiore che ha scoperto tra i filari “diventare contadino ti cambia dentro…” Stesso parere per l’ex cuoco Paride Iaretti, anzi per lui, il lavoro tra i filari è stato terapeutico per ritrovare l’equilibrio dopo la tempesta alla quale a volte la vita ci sottopone. L’impresa è partita da mezzo ettaro di vigna del nonno Enrico che produceva e vendeva il vino sfuso, cresciuta con il papà Pietro, sempre presente nei ricordi, per arrivare a lui con la produzione attuale di  20.000 bottiglie e 4 ettari di proprietà. Simile il percorso per Stefano Vegis formato come perito chimico operante nel settore della ceramica. Ha iniziato dalle piccole  vigne di  famiglia, in modo part-time, vendendo le sole  uve e poco a poco ha raggiunto nel  2013 l’orgoglioso traguardo della sua prima annata di Gattinara , non senza difficoltà del caso. Ma il nebbiolo si sa non è per gli investitori dai facili guadagni, bisogna aspettare a lungo e lavorare sodo come sta facendo lui e i risultati si notano anno dopo anno. C’è anche chi sceglie un compagno di avventura come l’Ingegnere Carlo Cambieri che insieme all’ enologo Marco Arlunno (già viticoltore) sono i fondatori nel 2007 della cantina Il Chiosso. Si definisce cantiniere e contadino, ormai la laurea in Ingegneria appartiene al passato ma c’è molto “studio” nel suo Gattinara soprattutto nella tipologia riserva che viene proposta solo quando l’annata e le uve hanno deciso sia opportuno, dimostrando che la tecnologia nulla può contro la natura. Luca Caligaris invece, fin da piccolo, aveva già chiaro in testa di diventare vignaiolo. Grazie al  suo piglio schietto e franco non avrete difficoltà a riconoscerlo. In realtà ha provato da giovanissimo altre professioni: dal calciatore al poeta, passando per il cantante, ma per oggi (per nostra fortuna ndr), produce vino. Il richiamo alla vita contadina, quella dei suoi nonni è stato più forte degli altri sogni. Purtroppo l’unico rammarico per lui è non aver terminato gli studi in enologia iniziati grazie allo sforzo dei suoi genitori che comunque non finirà mai di ringraziare. Non ha parlato dei suoi vini, tra l’altro dedicati alle due figlie ma della moglie. Ha ringraziato la sua compagna per l’affetto costante e per il sostegno profuso in questi anni senza i quali oggi non sarebbe qui a parlare di vino questa sera. 


A dire il vero non è stato il solo. Tutti hanno elogiato e dimostrato grande affetto per le loro famiglie: i nonni, i genitori e le loro mogli. Sì perché tutti questi viticoltori sono anche mariti, papà e figli. La famiglia è stata fondamentale nella realizzazione e nello sviluppo delle loro imprese enologiche non sempre facili ed economicamente appaganti. La storia delle loro piccole aziende passa attraverso scelte discusse attorno ad un tavolo ma non della sala riunioni ma bensì quello della cucina, in casa. Il luogo dove insieme alla famiglia si discute e si decide tutti insieme. In realtà, come in tutte le famiglie credo che comandino le loro mogli ma è un parere personale non ditelo a nessuno. 


Sono tante le zone vitivinicole in Italia che sono state stravolte, calpestate nei luoghi e nelle tradizioni in ragione della produzione indiscriminata e del profitto. Oggi ne pagano le conseguenze perché non è più possibile tornare indietro. Non è questo il caso. Gattinara è un diamante ed i suoi vini sono in buone mani. Le mani di questi ragazzi (e non solo loro a dire il vero ndr), che hanno valori come la famiglia, la cultura storica del luogo e non obbiettivi aziendali e di guadagno ad ogni costo. Con loro come custodi della tradizione enologica di Gattinara mi sento di dormire sonni tranquilli perché continueranno a crescere poco ma ogni anno e a ricevere sempre maggiori riconoscimenti in ogni continente e non solo nell’Alto Piemonte

Oggi è la festa della mamma (Auguri!) e vorrei dire alle mogli dei produttori che se quest’anno non riceveranno per regalo il solito trilogy, ma troveranno in cantina un’ imbottigliatrice nuova, beh i loro mariti lo hanno fatto per la famiglia ed anche questo è vero amore!


Per assaggiare i Gattinara in degustazione a Villa Paolotti-->

Gattinara DOCG "Galizja" 2011 - Il Chiosso

Gattinara DOCG "Il Putto" 2014 - Cantine Delsignore

Gattinara DOCG 2011 - Caligaris

Gattinara DOCG "Pietro" - Paride Iaretti


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