É accaduto anche a me e non vi è possibilità di redenzione. É un tunnel dal quale non si può tornare indietro. 

Parlando con un amico barista (e sommelier) subito dopo i soliti convenevoli ecco sprofondare la conversazione sui vaccini! No dico i Vaccini! 

-Ma tu cosa ne pensi? Se potessi quale sceglieresti? Come sarà?-


Una volta con quel barista parlavamo di: vinovinovino solo di vino e sempre di vino (anche di un altro argomento ma molto poco, di più di vino). Adesso di vaccini! Ma ci rendiamo conto? L’astinenza dalle degustazioni ha creato un vuoto in noi professionisti del vino e non (io non). La nostra indole critica non coltivata per le mancate degustazioni si è sfociata sui vaccini. 

Aimè le affinità sono molte: c'è il popolo degli estremisti NO VAX litigiosi come i NO BARRIQUE. Paragoniamo il costo del farmaco ma è un' adattamento del rapporto qualità/ prezzo del vino. Valutiamo l'efficacia di Astra Zeneca come fosse la reputazione del Consorzio del Brunello. 

Delle temperature di conservazione poi? Ne vogliamo parlare? Da che mondo è mondo sono fondamentali per l'efficacia del prodotto farmaco o vino quale che sia. 

Tutti poi si sono meravigliati davanti agli espertoni che ci hanno illuminato sul fantastico mondo dei vaccini (capirai che novità i vaccini). Noi che bazzichiamo il vino da anni eravamo abituati a stregoni e fattucchiere da molto tempo, non ci siamo spaventati dicerto.

 

Sappiamo distinguere subito quale delle tre figure principali che parlano di vino (o di vaccini) abbiamo di fronte . Al primo posto troviamo gli esperti, quelli veri, in occhialoni e camice bianco. Sono pochi, sempre al lavoro, mai ascoltati dal grande pubblico ma da loro spesso criticati. Quando parlano sono gentili e pacati ma soprattutto non vendono nulla e non vogliono convincere nessuno, anzi sono i primi a dubitare delle loro stesse teorie. Non fanno scalpore, non sono sui social. Età media 85 anni, ci sono esemplari più giovani ma sono indistinguibili dai più anziani. 

Nella terra di mezzo troviamo il secondo gruppo: presunti esperti, portabandiera di una o l'altra sponda ma senza sapere bene di cosa si stia parlando, l’importate è urlare ed avere follower. Necessaria per loro l'assoluta convinzione delle loro teorie della durata di un post. Sì perché il giorno successivo sosterranno esattamente il contrario. Vivono così contenti loro. 

Infine troviamo “i criticoni” dalla inesistente cultura ed apertura mentale ma dalla agguerritissima tastiera, pensano di reggere la conversazione con chi ha devoluto la vita al lavoro in uno specifico settore perché hanno Google dalla loro. Non li frega nessuno, sanno che dietro c'è sempre una lobby, o una lobby di una lobby, che ha architettato tutto ma loro sono più furbi e non li frega nessuno. Anzi loro avevano previsto, predetto, anticipato tutto: dagli ufo alla crema antirughe e sono già pronti per tutto: dalle cavallette al nuovo virus in arrivo da Marte (loro sanno da sempre che c'è vita). 

Noi enonauti un vantaggio lo abbiamo avuto: vaccino si o vaccino no è stato come per noi scegliere tra tappo sughero o tappo a vite. Due fazioni, due punti di vista, qualche ortodosso sostenitore per ogni schieramento ma alla fine ci troviamo tutti intorno allo stesso tavolo a degustare. 

Non si arriverà mai ad una verità assoluta (e menomale!) ma almeno abbiamo degustato qualche vino in compagnia e in questo un buon bicchiere con la terza categoria aiuta, fidatevi. Anzi aiuterebbe anche loro. 

Vi consiglio questa sera un buon calice di Vespolina, visto il clima ,che fa pure rima, Alto Piemonte of course, con una canzone del mio gruppo preferito fin dagli anni settanta: i MÅNESKIN.


Di Donatello Rinaldi


Piemontese di adozione, ligure  di provenienza  e girovago nello spirito.  Anche un po marinaio ma molto tempo fa...

Rientra nella specie protetta del WWF dei Geometri e diventa Sommelier spinto da una spasmodica curiosità per i vini: incubatori di, cultura, storia, territori e cantine. Pieno di carburante è sempre alla ricerca del suo gral, “l’abbinamento perfetto", sperando in cuor suo di non trovarlo mai per continuare a viaggiare ed osservare.

Si definisce un testimone di un territorio enologico magnifico perché analizza e degusta, ogni giorno, per raccontare e condividere le emozionanti e gustose scoperte.

PS: è anche Ambassador della Vespolina (per la conquista del Mondo !) ma questa, è tutta un’altra storia…