Una console adagiata su una vecchia barrique, un deejay visibilmente ispirato dalla piacevolezza di un calice di vino, alle sue spalle uno tra gli scenari più belli di tutto l’Alto Piemonte, i filari di Castellengo attorniati da una cornice naturale composta in parte dalle Prealpi Biellesi. Il tramonto sulla vigna, che pian piano scalda i cuori di un centinaio di persone che chiacchierano amabilmente, alcuni di loro si scambiano effusioni, gesti d’affetto, sono innamorati, ma lo siamo un po’ tutti di uno scenario del genere.


Il momento epico è al calar del sole, l’arrivo delle calde note di “Diamante”, una tra le canzoni più belle della musica italiana, no, ve lo assicuro non è un sogno, anche se immaginando una fotografia un po’ sfuocata come ci ha abituato il grande schermo, tutto assomiglia alla scena di un film; questa stupenda atmosfera l’ho vissuta più o meno un mesetto fa, anche se il ricordo è così vivo in me che sembra ieri.


Tramonto in vigna” si è tenuto il primo maggio scorso, ed è stato il secondo evento organizzato da Gian Franco Reino, titolare di Alto Piemonte – i vini del nord Piemonte, ormai di casa in questo lembo antico ed affascinante di una delle regioni più importanti dell’enologia mondiale.


L’evento si è svolto in collaborazione con Gianni Selva Bonino titolare di Cascina Preziosa, un’interessante azienda vitivinicola del biellese che per l’occasione ha messo a disposizione la sua intera tenuta, allo scopo di ospitare un centinaio di appassionati di vino, ma anche semplici amanti del buon bere, per godere tutti assieme di un’atmosfera davvero unica, allietata musicalmente della selezione ai giradischi di Francesco Quarna di Radio Deejay.


Cascina Preziosa ha origini antiche, si parte dal 1700, lo dimostra una Carta Napoleonica datata 1806 e conservata presso l’Archivio di Stato di Torino.  Ad oggi la proprietà si estende su 3 ettari, vengono allevati con passione i classici vitigni tradizionali del territorio: nebbiolo, qui chiamato spannavespolina e barbera, su terreni ricchi di antiche sabbie marine, la filosofia è quella del rispetto della tradizione del luogo e soprattutto della natura circostante, infatti la coltivazione avviene attraverso metodi naturali senza l'utilizzo di diserbanti e agenti chimici.


Oltre all'ottimo Colline Novaresi DOC Bianco "Costa di Sera dei Tabacchei" 2018 di Alfonso Rinaldi di Suno (No), e "La Mezza" 2018, Canavese Rosato DOC di Donnalia di Salussola (Bi), disponibili alla mescita, mi ha colpito molto il Coste della Sesia Spanna DOC “Djarmai” 2016 di Cascina Preziosa, forse per maggior equilibrio gustativo rispetto al “Castleng”, ottimo vino ma ancora giovane, diciamo in divenire, sicuramente ha grandi potenzialità nei confronti dell’invecchiamento.


Torniamo al “Djarmai” 2016, blend di nebbiolo e barbera, affinato 12 mesi in botti da 1500 litri e 6 mesi in bottiglia, golosissimo per intensità fruttata, caleidoscopico, cangiante, ad ogni respiro sprigiona sensazioni di grande aderenza territoriale. Evolve nel bicchiere, la complessità si rivela pian piano tanto al palato, lunghissimo e sapido, quanto al naso, in un mix di spezie orientali, frutti rossi e rimandi terrosi che ti catapultano mentalmente tra i filari di Castellengo, vero e proprio cru del biellese da seguire ora e per sempre con il massimo dell’interesse. 




di Andrea Li Calzi


Ciao ragazzi,

mi presento, sono Andrea Li Calzi e vivo a Novara. Da sempre ho avuto svariate passioni: basket, musica, cinema e cucina.

Quest’ultima, nel 2004 mi ha permesso di conoscere il mondo del vino, di tutte le passioni è quella che seguo di più, quella a cui dedico più ore del mio tempo libero, ma ciò che amo maggiormente è proprio visitare le aziende dell'Alto Piemonte, regione vitivinciola in cui sono nato e cresciuto, vera e propria culla del Nebbiolo, da noi chiamato Spanna, il re dei vitigini italiani.

Non contento di ciò che ho imparato dai libri comprati, e dalle aziende vitivinicole visitate in svariate regioni d’Italia, ho deciso nel 2012 di frequentare i corsi dell’Associazione Italiana Sommelier e dopo aver letteralmente “divorato” i tre livelli del corso, finalmente nel Giugno del 2013 mi sono diplomato assieme alla mia ragazza.

Danila, grazie a Dio ha la mia stessa passione, successivamente abbiamo frequentato "l'Ecole de Champagne" di Roberto Bellini, un seminario composto da due livelli di approfondimento sul vino più famoso di tutti i tempi, nel 2014 abbiamo avviato on line un blog dal nome "Fresco e Sapido", dedicato al mondo del vino a 360°. Attualmente sono anche uno degli autori della rivista Lavinium di Roberto Giuliani, dal 2000 una delle riviste indipendenti di settore più importanti dello stivale.

Considero questa nobile bevanda un qualcosa che va di pari passo con la civiltà dell’uomo, per svariate ragioni.

In questo nuovo blog, un progetto che sento molto e di cui ringrazio Gian Franco Reino per avermi voluto al suo fianco, il mio desiderio più recondito è quello di farvi conoscere il mio amato Alto Piemonte come non l'avete mai nemmeno immaginato.

Credetemi la materia è più che appassionante, ma non solo, sarà un viaggio dal quale non si torna più indietro.

Si parlerà di vino, una materia che vi permetterà di sviluppare i vostri sensi primordiali più assopiti, gli stessi che abbiamo un pò perso per strada.

Uno di questi è l’olfatto. Questo importante istinto, leggendo i miei aritcoli e assaggiando di conseguenza i vini che avrò il piacere di consigliarvi, lo ritroverete, come tante altri aspetti sensoriali che più avanti vi illustrerò.

Si parlerà di territorio, uno dei più antichi del Piemonte, tra i più vocati per tante, troppe ragioni, ma non voglio ancora svelarvele.

Affronterò interviste con i produttori di vino e con gli enologi del terriotrio, vi parlerò di eventi eno-gastronomici, eventi culturali, dove il vino è sempre presente e funge da complemento, per creare il giusto clima di convivialità.

Questa è una passione viscerale, l’unica che oltre a sviluppare l’intelletto sviluppa i vostri sensi, la vostra anima e dunque il vostro cuore.

Vi permetterà di conoscere tante persone di svariate culture e civiltà, di viaggiare e di fare nuove amicizie, di confrontarvi e perché no, di mettervi in discussione.

Non c’è nulla di più esaltante che assaggiare un bicchiere di vino nel luogo dov’è stato prodotto, pensate alle colline del comprensorio di Boca o di Gattinara, sullo sfondo il Monte Rosa, vera icona del nostro territorio, magari avendo prima parlato con le persone che hanno lavorato le stesse vigne nelle quali sono nate e cresciute.

Infine, magari dopo aver assaporato qualche piatto della cucina locale, fermarvi a considerare che tutto ciò vi ha permesso di provare un’autentica emozione.

Dunque restate sintonizzati, ci sarà da divertirsi e ricordate: "La vita è troppo breve per bere vini mediocri", come disse 

Johann Wolfgang Goethe, io mi permetto di aggiugere: "meglio bere grandi vini dell'Alto Piemonte".