Il mondo del vino è affascinante per la sua capacità di non esaurirsi, mai! Di tanti luoghi (pardon, terroir!) ne esiste uno “cerebrale”, capace di rapire la mente e di farti viaggiare, virtualmente, perché impone interrogativi e suscita curiosità, almeno a me. Probabilmente perché sta vivendo una fase di rinascita e di grande entusiasmo con la sua “arte”. L’arte di fare il vino, ovviamente. Si tratta delle zone e relative DOC Lessona e Bramaterra fatte da uomini e vite. E i vini qui sono concepiti con filosofia e materia “mobili” e “fisse” perché in qualche modo “fuori” e “stabili” nel tempo senza essere etichette-icona indelebili nelle “memorie tattili” solo di alcuni sparuti degustatori o collezionisti che vivono grazie al racconto orale o l’emozione di una “polaroid social”, per i più tecnologici… E come assaggiare quest’arte del Nord PiemonteTenute Sella, azienda operante dalla fine del ‘600, con la sua storia tutela i processi e la tradizione vinicola delle Colline Biellesi. La sua esecuzione inizia nel 1671 con Comino Sella e l’acquisto della prima vigna a Lessona, come investimento (ottimo!). Nei secoli a seguire e tra gli anni ’30 e ’40 dell’800 l’impiego di capitale continua con l’edificazione di rustici e della villa padronale in prossimità del Cru “allo Zoppo”. Ed infine è grazie a Giuseppe Venanzio Sella, ed i suoi eredi, che arrivano i terreni a Villa del Bosco e la realizzazione della Cascina Bramaterra. Oltre ad aver creduto in questa terra e nei suoi vini, originali, si deve a Giuseppe il conseguimento delle DOC Lessona e Bramaterra avvenute nel 1976 e 1979, rispettivamente. Dal 2013 la gestione della cantina è affidata all’Enologo toscano Paolo Benassi; il suo approccio stilistico, oltre al rispetto del vitigno impiegato, include il bilanciamento dei tannini durante le fermentazioni, l’esaltazione dei profumi netti e definiti nonché la longevità. Pratiche, tutte, attuate anche nella produzione dei vini bianchi e rosati.
È tempo di sospendere il racconto e di fotografare il suolo: se a Lessona regnano le sabbie marine, fossili e conchiglie, a Bramaterra, si aggiungono i “non comuni” porfidi rossi di origine vulcanica. E qui ne nascono vini giocati sul frutto ma anche terrosi, speziati, balsamici che impiegano una decade per esprimersi ed altrettante due (o più) per evolversi.
Oggi, con 24 ettari ed una produzione di circa 70 mila bottiglie Tenute Sella è una bandiera che porta nel suo nome esperienze bancarie e tessili, si colora, e prende forma con i vini delle proprie terre.