C'è un nuovo sceriffo a Ghemme e si chiama Mattia Quarna. Quindi bene all'ascolto: caprioli, daini, cinghiali e anche tu piccola fastidiosissima popillia japonica. Nelle sue vigne  non permetterà sgarri. E’ giovane, ha soli ventisette anni ma ha le idee chiarissime in testa. Non si farà mettere sotto scacco da voi e neanche dal clima con le sue grandinate ormai praticamente costanti ad ogni annata.


Mattia è un ultra-trailer. Quindi sacrificio, devozione e attesa sono nel suo DNA e non potrebbe essere altrimenti visto che nell’alto Piemonte ha a che fare con il difficilissimo Nebbiolo ed i suoi fratelli. Mattia è  stato caparbio  tanto da  convincere mamma e papà a comprare altri piccoli vigneti che oltre a quelli già di famiglia raggiungono in totale circa tre ettari. Tutti vitigni autoctoni dell’Alto PiemonteNebbioloCroatinaUva rara e Vespolina. Tutti diversi e tutti da accudire in modo diverso.  Mattia è riuscito anche a coinvolgere il fratello Francesco che come noto ha tre passioni tra cui quella del vino ma fino a ieri da degustatore oggi sotto nuova veste. E’ grazie a lui che pochi giorni fa è avvenuta la presentazione , proprio durante la trasmissione Deejay Chiama Italia, Francesco ha svelato  le prime bottiglie  pronte per il pubblico, due le etichette di maison Quarna:  il Vinöt e la Vespolina. Sulla vespolina in purezza, che non ha bisogno di presentazioni, non vorrei ripetermi ma se vi sfugge qualcosa leggete qua!


(Mattia e Francesco Quarna)

Il Vinöt è un assemblaggio a percentuale  variabile di tutti i  vitigni presenti in azienda. Variabile perché è la vigna che decide  a seconda delle annate e non l’enologo che a proposito è proprio Mattia da poco laureato. Sì perché una peculiarità di questa giovane azienda è quella del rispetto quasi al limite della devozione di quello che la vigna offre, senza artifici, trucchi o scorciatoie. Del resto quando si hanno a disposizione anche vigne di oltre settant’anni  la prima cosa da fare è rispettarle qualunque sia la quantità prodotta. Per il momento producono  circa duemila bottiglie in totale che sono tantissime tenendo conto la produzione praticamente da “vin du garage”.

Francesco, che con le parole ci sa fare, l’uomo marketing della famiglia, li ha definiti vini analogici. Devo dire che non pur non essendo una definizione codificata rende molto bene il concetto di questi vini dinamici  in costante evoluzione. Ed è solo la prima annata! Chissà  tra dieci anni cosa porteremo al naso! Anche in cantina la filosofia è la stessa: la fermentazione è spontanea senza il controllo della temperatura  e molto lunga, anche di quindici  giorni.  Nessun filtraggio o chiarifica, pochissimi i solfiti che in bottiglia risultano inferiori ai 20 mg/L.

Quarna non temono nulla. Credono talmente tanto nella loro fetta di alto Piemonte da riportare in etichetta il Monte Rosa che abbraccia e protegge le loro vigne. Ci sono voluti  cinque lunghi anni per arrivare a queste due bottiglie ma nelle corde sono dei piemontesi DOC che sanno guardare oltre al profitto e all’investimento.


(Francesco, Mattia e Amedeo Quarna con  il loro vino)

Parlando con Francesco, che è anche DJ e speaker radiofonico,  non potevo non strappargli un abbinamento per i suoi vini ma non gastronomico questa volta musicale. Il Vinöt complesso ed imprevedibile non poteva essere che un vino da degustazione anche da soli, con il proprio io, pertanto è da sorseggiare con  tutto il Jazz che vi pare. Per la Vespolina più immediata e fisica, entriamo più nel dettaglio ammaliati dalle parole di Paolo Conte. Un grosso in bocca la lupo quindi al giovane sceriffo ed al fido fratello affinché il bere (Altopiemonte ) possa sempre vincere sul male.