Terza edizione quella appena svolta presso Palazzo Ferrero a Biella. Con ospiti i vini Siciliani dell'Etna. Territori lontani ma uniti da suoli di origine vulcanica e quindi di interessante confronto, argomento svolto anche durante un seminario dedicato. Intenso il programma già a partire dal 17 novembre con l'apertura della manifestazione e cena di gala con ovviamente abbinamenti del territorio. In data 18 Masterclass relativa ai vini dell’Alto Piemonte condotta da Mrs Kerin O'Keefe, (Italianeditordi Wine Enthusiast) seguita da una verticale di Nebbioli di annate storiche (mi hanno riferito di millesimi impressionati ndr).

Ma il cuore della manifestazione sono stati ovviamente i banchi d'assaggio durati due giorni, dove tra vecchie conoscenze e nuove annate abbiamo non solo degustato e confrontato un territorio unico dell'alto Piemonte ma anche chiacchierato (io forse anche troppo...), con molta tranquillità e convivialità direttamente con gli stessi produttori. Caratteristiche queste ormai rare alle manifestazioni con banchi di assaggio dove solo il numero dei presenti è importante.

Ma procediamo per ordine. Inizio con il botto! Il Miranda 2016 un erbaluce dell'azienda Centovigne è strepitoso: intenso, di corpo e con un finale lunghissimo. E' la dimostrazione dell' ingresso di questo vitigno (già da molti anni in realtà ) in una nuova era. Continuo con un altro erbaluce elegante fine e di una freschezza sconvolgente sto parlado del Nivis coste della sesia Bianco 2016 di Pietro Cassina. Quando passo ai suoi nebbioli non posso che confermare l'impronta avvolgente ma intensa con un carattere deciso che rispecchia il territorio, 'Ca Dai Tass è un Coste della Sesia come deve essere, con le spalle larghe e tutto il resto, ingentilito da un affinamento in legno che non disturba affatto,anzi...A proposito di legno, dovete scoprire se non li conoscete i vini di Massimo Clerico. Sono il Lessona Riserva 2012, lo Spanna coste della Sesia Nebbiolo 2014 e un Coste della Sesia rosso il Ca' du Leria 2015. Sono tutti la dimostrazione di un sapiente e consono uso del legno nell'affinamento dei vini. Molti produttori dovrebbero andare a scuola da lui anzi dai suoi vini.

C'è poi chi esce dal coro e riesce a presentare in terra di nebbioli un taglio con Cabernet Sauvignon. Eresia? Tutt'altro! Matrimonio riuscitissimo! Sto parlando del canavese Rosso 2013 di Rolej che è un assemblaggio morbido e avvolgente ma senza esagerare rendendosi molto piacevole e di facile bevuta ma senza perdere identità.

Fortunatamente incontro sul mio cammino il Bramaterra 2010 di Giuseppe Filippo Barni di Brusnengo e mi porta lontano. Sarà l'uva rara o la Croatina? Saranno i 14 °? Sarà l'affinamento? Non so ma non posso non fermarmi un attimo a pensare. Mi fa riflettere sulla sua austerità quasi volesse concedersi poco a poco, come tutti i grandi vini.

Finisco la degustazione (prima che mi chiudano dentro!) con una verticale di lessona. Ed è un piacere ad ogni bicchiere. Sono nella cantina di La Badina e il viaggio inizia con un il 2013 e già mi è chiaro cosa mi aspetta. Passo al 2012 senza indugio ma è con il 2011 che devo fermarmi e ascoltarlo. Inizia quando gli atri finiscono. É ancora pieno di vita e di gioventù ancora tannico ma austero e importante, impegnativo se vogliamo ma non ne sono mai pago. Spazza via tutti i preconcetti che avevo sulla longevità di questo vino e me lo dice ridendo di me. Potrei finire già qui e ritenermi soddisfatto ma c'è ancora il Riserva 2010 ad attendermi. Ha raggiunto una finezza impressionate ma non è ancora stanco. In bocca è avvolgente, maturo pieno ma non è eccessivo. Si riconosce il nebbiolo nella sua migliore forma: L'invecchiamento e tutto il resto non conta.

P.S. In questo mio viaggio non ho citato volutamente i vini delle Tenute Sella (che sicuramente non hanno bisogno delle mie parole) poiché saranno oggetto di articolo, sempre su questo blog, da parte di una sommelier più qualificata di me! Stay tuned!


di Donatello Rinaldi



Piemontese di adozione, ligure  di provenienza  e girovago nello spirito.  Anche un po marinaio ma molto tempo fa...


Rientra nella specie protetta del WWF dei Geometri e diventa Sommelier spinto da una spasmodica curiosità per i vini: incubatori di, cultura, storia, territori e cantine. Pieno di carburante è sempre alla ricerca del suo gral, “l’abbinamento perfetto", sperando in cuor suo di non trovarlo mai per continuare a viaggiare ed osservare.


Si definisce un testimone di un territorio enologico magnifico perché analizza e degusta, ogni giorno, per raccontare e condividere le emozionanti e gustose scoperte.


PS: è anche Ambassador della Vespolina (per la conquista del Mondo !) ma questa, è tutta un’altra storia…