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The Area

The Area

Il Territorio dell’Alto Piemonte ha una conformazione collinare storicamente vocata alla viticoltura e una ricchezza di suoli che si esprime e si ritrova in vini di grande pregio. Si estende dalle Alpi fino al lago Maggiore ed è dominato dal massiccio del Monte Rosa, il secondo più alto d'Europa (4.600 metri), che ne influenza fortemente il clima. La protezione dai venti freddi del Nord e contemporaneamente, nelle stagioni calde, l’esposizione ai venti dalle valli che portano frescura notturna e ventilazione ai vigneti, determinano un microclima ideale per l'intensità aromatica e la coltivazione del grande Principe dei Vitigni: il Nebbiolo. In pochissimi altri luoghi al Mondo in un così ristretto spazio si concentrano condizioni geologiche, pedologiche e climatiche così diverse: dalla pianura alle vette più alte, dal porfido vulcanico alle morene glaciali, dal clima mite del lago a quello gelido di montagna.  Il vino non nasce "per caso" ed è ormai convinzione unanime che solo grazie a un territorio con queste peculiarità, ad una cultura storica e ad una abilità radicata, attenta alla salvaguardia e alla valorizzazione delle proprie esperienze, possano nascere grandi vini con un importante carattere. In un tempo nemmeno poi così tanto lontano, qualche decennio fa, l'Alto Piemonte è stato un unico fittissimo vigneto, ridotto via via drasticamente dall'industrializzazione che è esplosa a partire dal Dopoguerra. Eppure, questo è da sempre un territorio vocato per la produzione di vini di grandi qualità e finezza. In questo contesto i piccoli produttori rimasti hanno saputo preservare e valorizzare un patrimonio di identità da cui scaturiscono eccellenti e peculiari vini, agli antipodi della standardizzazione del gusto. 


Il Supervulcano del Sesia

Circa 300 milioni di anni fa, quando sulla Terra esisteva un solo continente chiamato Pangea, un vulcano è esploso eruttando un'immensa quantità di materiale e sprigionando un'energia pari a 250 bombe atomiche. Tra 60 e 30 milioni di anni fa gli stessi processi che hanno formato le Alpi, hanno sollevato e ruotato la parte di crosta terrestre in cui si trovava il vulcano esploso, mettendone in evidenza il sistema di alimentazione, fino a circa 30 km di profondità. Si tratta di un caso unico al Mondo! E' possibile vederlo in un'area che comprende Valsesia e Valsessera, fino a lambire il lago Maggiore.  Per promuoverne questa peculiarità geologica, nel 2011 si è costituita l'Associazione geoturistica "Associazione Supervulcano Valsesia". L'area del Supervulcano fa parte del Sesia Val Grande Geopark riconosciuto dall'UNESCO il 5 settembre 2013 e diventato, nel novembre 2015,"UNESCO Global Geoparks”, il nuovo programma prioritario, al pari del Patrimonio mondiale dell’Umanità, delle Riserve della Biosfera e del Patrimonio Immateriale. 

Un ringraziamento speciale a Gabriele Confortola per i testi

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