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DOC e DOCG

DOC e DOCG


Trovate la mappa litologica dettagliata dell'Alto Piemonte QUI


Boca DOC


• Informazioni sul contesto geografico: Boca, piccolo paese della provincia di Novara, è situato a m.t. 389 d’altitudine, a cui fanno da sfondo le colline, coltivate a vigneti, dietro le quali si intravedono le cime delle Alpi. Il “Boca” deve le sue peculiarità al terreno morenico che origina dal monte Rosa, composto da argilla, sabbia, ciottoli di granito, porfido e sfaldature di rocce calcaree del Fenera che assumono una consistenza diversa secondo il sito. E’ una sovrapposizione di suoli 
alluvionali originaria del mare che ricopriva, in epoca pre-glaciale, queste terre. Nonostante le correnti da nord provenienti dal monte Rosa producano potenti escursioni giorno-notte, il riparo naturale del monte Fenera produce inverni miti, primavere temperate, estati e autunni caldi e soleggiati. 
• Storia: la vite, è per gli agricoltori di zona coltura antichissima e risale a prima della colonizzazione romana. La conformazione dei terreni, ha costretto, fin dai primi impianti all’uso di gradoni orizzontali, paralleli alle curve di livello, e di muri a secco. I sistemi adottati nella coltura della vite mutarono gradualmente, perfezionando nei secoli la coltivazione e la qualità dei vitigni. L’esperienza maturata negli anni ha affinato la tecnica di coltivazione, ottimizzando le rese produttive dei vitigni della zona della doc, ottenendo buoni tenori zuccherini, grandi profumi ed ottime evoluzioni nel tempo. 
• Disciplinare: DOC dal 1969.
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 70% al 90%, Vespolina e Uva rara (Bonarda novarese) da sole o congiuntamente dal 10% fino al 30%. 
• Zona di produzione: le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende tutto il territorio comunale di Boca, in parte quello di Maggiora, Cavallirio, Prato Sesia e Grignasco e si estende per una superficie pari a 12 ha circa. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, rocciosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 300 s.l.m. e non superiore a metri 550 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve, con l’esclusione dei terreni esposti a nord; - Resa massima di uva per ettaro: 8 t/ha; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Boca e 12,0% vol per il Boca Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5600 litri/ha; - Invecchiamento: 34 mesi (di cui almeno 18 in legno) per il Boca e 46 mesi (di cui 24 in legno) per il Boca Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso rubino con riflessi granato, aranciato nel Riserva; - Odore: caratteristico, fine, ampio ed etereo; - Sapore: asciutto, sapido, armonico, piacevolmente tannico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol. 

Bramaterra Doc

• Informazioni sul contesto geografico: la zona di produzione del Bramaterra, situata nel Territorio dell’Alto Piemonte, “terra di mezzo” che unisce la Fascia Alpina del Monte Rosa con la Bassa pianura Padana è un Territorio nel quale il vitigno Nebbiolo trova uno straordinario luogo di elezione. Così in un territorio avente geologia, pedologia, clima e situazioni storiche ed economiche comuni, si è ricorso al nome Bramaterra per questo vino, derivato dalla migliore composizione ampelografica di tradizione locale nei terreni collinari. Il territorio è composto da colline, originate milioni di anni fa, con terreni acidi porfirici e con una copertura superficiale di terreno fertile. Sul lato occidentale i suoli hanno una maggiore ricchezza di sabbie con depositi marini, ad est si trovano zone maggiormente argillose, a sud i terreni si fanno più profondi, con maggiore ricchezza in limo ed argilla. La vicinanza con il Monte Rosa offre una barriera naturale dai venti montani e garantisce un microclima favorevole per la coltivazione della vite.
• Storia: coltivando questi colli secondo la intuita vocazione del suolo iniziarono le vicende delle vigne e del vino ed i rapporti inerenti documentati nel tempo. Il Bramaterra era un vino conosciuto già nei secoli XI e XII, come testimoniano alcuni documenti dell’epoca; tuttavia solo 1447 si ha la prima traccia di questo vino e del suo nome.
• Disciplinare: DOC dal 1979.
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 50% all’80%, Croatina fino a un massimo del 30%, Uva rara (Bonarda novarese) e Vespolina da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20%.
• Zona di produzione: la zona di produzione comprende i terreni collinari dei comuni di Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e Lozzolo.
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argilloso, limoso, roccioso, sabbioso, calcareo, siliceo e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 600 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 7,5 t/ha per il Bramaterra e 6,7 per il Bramaterra Riserva; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Bramaterra e 12,0% vol per il Bramaterra Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5250 litri/ha per il Bramaterra e 4700 litri/ha per il Bramaterra Riserva; - Invecchiamento: 22 mesi (di cui almeno 18 in legno) per il Bramaterra e 34 mesi (di cui 24 in legno) per il Bramaterra Riserva.
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso granato con riflessi aranciati; - Odore: caratteristico, intenso, lievemente etereo che si affina con l'invecchiamento; - Sapore: pieno ed asciutto, vellutato con gradevole sottofondo amarognolo, di buon nerbo ed armonico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol

Colline Novaresi DOC

• Informazioni sul contesto geografico: è una vasta fascia di territorio nel nord/est del Piemonte che da ovest verso est corre tra la sinistra orografica del Fiume Sesia (che scende dal Monte Rosa) e la destra del fiume Ticino (che proviene dai monti del Gottardo). I territori della Doc Colline Novaresi vantano sicuramente una tradizione ed una fama consolidata nei secoli, la vite è presente nella zona territoriale della Doc Colline Novaresi sin dall’età romana ed è descritta da Plinio il Vecchio con parole elogiative delle caratteristiche qualitative e della sua ampia diffusione. La ricchezza e la diversità dei vitigni autoctoni determinano la differenza delle forme di allevamento che a loro volta contribuiscono a caratterizzare fortemente il paesaggio, dominato dalla vicinanza del Monte Rosa. I suoli sono morenico alluvionali, più limoso-argillosi nella parte bassa delle colline ed appena più sciolti nella parte superiore La ricchezza e la diversità dei vitigni autoctoni determinano la differenza delle forme di allevamento che a loro volta contribuiscono a caratterizzare fortemente il paesaggio. 
• Storia: molte le testimonianze al riguardo che documentano che la viticoltura in questo territorio ha tradizioni antichissime che hanno portato, nel corso dei diversi secoli, all’affermazione di vitigni caratteristici di queste località. 
• Disciplinare: DOC dal 1994 
• Base ampelografica:  “Colline Novaresi” rosso, rosato e novello: Nebbiolo (Spanna) minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detti vini fino a un massimo del 50%, altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato; 
“Colline Novaresi” Vespolina: Vespolina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Nebbiolo (Spanna): Nebbiolo minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Uva rara (Bonarda novarese): Uva rara minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Croatina: Croatina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati;
“Colline Novaresi” Barbera: Barbera minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” bianco: 100% Erbaluce. 
• Zona di produzione: le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Colline Novaresi" devono essere prodotte nei seguenti comuni: Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio. Cressa, Cureggio, Fara Novarese, Fontaneto d'Agogna, Gattico, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Marano Ticino, Mezzomerico, Oleggio, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vaprio d'Agogna, Veruno e Agrate Conturbia, tutti in provincia di Novara. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 180 s.l.m. e non superiore a metri 550 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 10 t/ha per rosato, rosso, novello, barbera e croatina e 9,5 t/ha per bianco, nebbiolo, uva rara e vespolina; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 10,5% vol. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 7000 l/ha per rosso, rosato, barbera, croatina e novello e 6650 l/ha per nebbiolo, uva rara, vespolina e bianco. 

Coste della Sesia

• Informazioni sul contesto geografico: i territori della doc Coste della Sesia sono compresi nel bacino del Fiume Sesia e vantano sicuramente una tradizione ed una fama consolidata nei secoli. La vite è presente nella zona territoriale della doc Coste della Sesia sin dall’età romana ed è descritta da Plinio il Vecchio con parole elogiative delle caratteristiche qualitative e della sua ampia diffusione. Durante il Medio Evo si nota un incremento delle zone vitate ed una maggiore offerta dei suoi vini; ma è nel XVIII secolo che inizia il notevole rinnovamento agricolo e la coltivazione della vite è portata felicemente al solo livello collinare. Il territorio risulta essere un’area composita con importanti differenze da un punto di vista climatico, pedologico e morfologico. Con conformazioni che variano da argilla a sabbia, ciottoli di granito e porfido. Questa disomogeneità territoriale si nota in tutta l’area e nelle due province della denominazione: Vercelli e Biella. 
• Storia: molte testimonianze documentano che la viticoltura in questo territorio ha tradizioni antichissime che hanno portato, all’affermazione di vitigni caratteristici. Un territorio quindi, dove la produzione vitivinicola contribuisce alla valorizzazione complessiva degli ambiti territoriali che ricadono sotto la Doc che ha costruito la propria storia e la propria identità intorno al vino con la valenza ambientale e paesaggistica ad essa strettamente collegata. 
• Disciplinare: DOC dal 1996 
• Base ampelografica: “Coste della Sesia” rosso e “Coste della Sesia” rosato: Nebbiolo (Spanna) minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detti vini fino a un massimo del 50%, altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino; 
“Coste della Sesia” Nebbiolo o Spanna: Nebbiolo (Spanna) minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” Vespolina: Vespolina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” Croatina: Croatina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” bianco: Erbaluce 100%. 
• Zona di produzione: La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini DOC “Coste della Sesia” comprende l'intero territorio dei seguenti comuni: Gattinara, Roasio, Lozzolo, Serravalle Sesia tutti in provincia di Vercelli; Lessona, Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco, Sostegno, Cossato, Mottalciata, Candelo, Quaregna, Cerreto Castello, Valdengo e Vigliano Biellese tutti in provincia di Biella. 
• Norme per la viticoltura: - Terreni: argillosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: esclusivamente collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 600 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 10 t/ha ad eccezione di 9,0 t/ha per il Nebbiolo; - Titoli alcolometrici vol min naturali: 11,0% vol eccetto 11,5% vol per il Nebbiolo. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 7000 l/ha ad eccezione di 6300 l/ha per il Nebbiolo. 

Fara DOC

• Informazioni sul contesto geografico: risalendo lungo il Fiume Sesia, Fara è la prima delle denominazioni “comunali” del Novarese. Due i comuni interessati: Briona e Fara Novarese. Il suo territorio si trova parte in altopiani morenici e parte su versanti collinari. Tra i prodotti del territorio, il primo posto spetta all'uva e la coltivazione della vite vanta più di un millennio di esperienza che con il passare degli anni si è affinata in base alle conformazioni territoriali e climatiche.  La viticoltura di Fara si sviluppa sul versante orientale della valle del Sesia, una lunga e regolare collina morenica che si sviluppa su un asse nord-sud: un altopiano prevalentemente argilloso diviso in due strisce collinari. E’ una collina frutto dei lavori di terrazzamento fluvio-glaciali, che l’hanno arricchita di strati alluvionali eterogenei. Terreni profondi nella parte superiore (quella in piano), più ciottolosi e più sciolti lungo i versanti esposti a ovest. 
• Storia: fin dai tempi più remoti a Fara si è coltivata la vite per fare il vino e lo scrittore Plinio il Vecchio già lo menziona nel I° secolo dopo Cristo, testimonianze derivano anche da antichi diari di viticultori. A Fara Novarese è conservato un Sarcofago romano, attribuito al II° Secolo d.C., nel quale si legge molto chiaramente il testo dell’iscrizione nel cartiglio che ci dice che il proprietario negoziava in generi agricoli e in vino. 
• Disciplinare: DOC dal 1969 
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 50 al 70%; Vespolina ed Uva rara (Bonarda novarese) da sole o congiuntamente dal 30% al 50%; possono inoltre concorrere a detta produzione le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti dai vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte nella misura massima del 10%. 
• Zona di produzione: territori amministrativi comunali di Fara e Briona. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 180 s.l.m. e non superiore a 300 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 10 t/ha per il Fara e 9,0 t/ha per il Fara Riserva; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Fara e 12,0% vol per il Fara Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 7000 l/ha per il Fara e 6300 l/ha per il Fara Riserva. - Invecchiamento: 22 mesi (di cui almeno 12 in legno) per il Fara e 34 mesi (di cui 20 in legno) per il Fara Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso rubino; - Odore: profumo fine e piacevolmente gradevole; - Sapore: asciutto, sapido, armonico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol per il Fara e 12,5% vol per il Fara Riserva. 

Gattinara DOCG

• Informazioni sul contesto geografico: Gattinara è situata nel Territorio dell’Alto Piemonte, ai piedi del Monte Rosa, nell’estremo nord-est della Regione. Il territorio, nel quale il vitigno Nebbiolo trova uno straordinario luogo di elezione, è composto da una serie di colline, con la composizione mineralogica dell’arco Alpino da cui si originarono, con esposizione ovest- sud-ovest, e da un promontorio roccioso irregolare ad est che supera i 500 metri di altitudine e che protegge dai venti montani. Il sottosuolo è di origine vulcanica, con una ricchezza immensa di minerali di origine magmatica come porfidi e graniti ed abbondanza di potassio, magnesio e ferro. I vigneti si sviluppano lunga una conca collinare dietro al centro abitato. 
• Storia: sembra che il nome Gattinara derivi da Catuli ara, ossia "Ara di Catulo". Pare infatti che la città sorga nel punto in cui il Proconsole Lutazio Catulo sacrificò agli dei le spoglie di guerra dei Cimbri, vinti nella zona circostante nel 101 a.C. Ritrovamenti archeologici attestano che la coltura della vite venne introdotta durante l’Impero di Augusto, ma la vite era già conosciuta prima della dominazione Romana e si ritiene fosse già praticata dai residenti Liguri. I sistemi di allevamento, soprattutto a Guyot con basse rese, hanno da sempre privilegiato la qualità ed i lunghi invecchiamenti. Negli archivi vescovili di Vercelli si trova scritto che fin dai tempi di Carlo Magno sulle colline di Gattinara prosperavano verdeggianti vigneti. La bontà del Gattinara è testimoniata anche dai documenti storici i quali riferiscono come il Marchese di Gattinara, Cardinale Mercurino Arborio, Cancelliere di Carlo V e amante del vino delle sue terre, osò presentarlo alla Corte del Re di Spagna (1525); grazie a questo famoso diplomatico che il Gattinara ottenne una grande fama e venne diffuso in Italia e in Europa, spesso offerto quale efficace mezzo di trattativa diplomatica. Nel 1872 il Governo istituiva a Gattinara la Regia Stazione Enologica Sperimentale, con scuola Enologica, vigneti, Cantina Sperimentale e Stazione Metereologica. 
• Disciplinare: DOC dal 1967, DOCG dal 1990. 
• Base ampelografica: Nebbiolo (localmente detto Spanna) dal 90% al 100%; possono concorre alla produzione anche uve provenienti dai vitigni Vespolina per un massimo del 4% e/o Bonarda novarese (Uva Rara), purché complessivamente non superino il 10% del totale.  
• Zona di produzione: la zona di coltivazione e produzione comprende l’intero territorio del Comune di Gattinara (VC) ed è costituita da una superficie di 105 ettari di vigneto in produzione (a fine ‘800 erano 700 ha). 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a 250 metri s.l.m. e non superiore a metri 550 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare una idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 8 t/ha; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 12,0% vol per il Gattinara e 12,5% vol per il Gattinara Riserva. 
• Norme per la vinificazione:  - Resa massima dell'uva in vino: 70%, pari a 5600 litri/ha; - Resa massima dell’uva in vino finito: 65%, pari a 5200 litri/ha; - Invecchiamento: 35 mesi (di cui almeno 24 in legno) per il Gattinara e 47 mesi (di cui 36 in legno) per il Gattinara Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso granato con leggere sfumature aranciato, più marcate nel Riserva; - Odore: fine, gradevole, speziato con lievi sentori di viola, man mano più marcati con l’invecchiamento; - Sapore: asciutto, armonico, con caratteristico fondo amarognolo; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,5% vol per il Gattinara e 13,0% vol per il Riserva.

Ghemme DOCG

• Informazioni sul contesto geografico: la collocazione geografica di Ghemme è nell’Alto Piemonte, ai confini con la Valsesia, nelle vicinanze del Monte Rosa, con il Monte Fenera a nord ed i laghi Maggiore ed Orta a Nord Ovest. In epoca glaciale i ghiacciai del Monte Rosa si propagavano fino alla pianura, dove oggi si trovano estesi terreni irrigui coltivati a riso e a cereali. Il ritiro dei ghiacciai ha creato una serie di morene costituenti un raccordo naturale tra la montagna e la pianura. Le colline che si sviluppano da nord a sud, hanno terreni con rocce e detriti di diversa natura e composizione, con uno stato superficiale di argille, caolini e tufi. Più compatti e profondi sull’Altopiano più sciolti e ciottolosi lungo il versante occidentale. Sono terreni ricchi di sali minerali disciolti, che assorbiti dalle terminazioni radicali della vite aggiungono sapidità all’uva. 
• Storia: sul territorio c'è un'esperienza acquisita e tramandata da millenni di coltivazione vitivinicola, che è stata per l’economia agricola della zona una vera fortuna ed il vino di Ghemme era già famoso ai tempi di Plinio il Vecchio. A partire dal secolo scorso numerose aziende di proprietà di famiglie locali hanno incrementato la diffusione del Ghemme. Dagli anni ’70 ha ripreso pieno vigore il settore vitivinicolo, con esperienze pluriennali di lotta guidata ed integrata. 
• Disciplinare: DOC dal 1969, DOCG dal 1997. 
• Base ampelografica: vitigno Nebbiolo (Spanna); è consentito l’utilizzo dei vitigni Vespolina ed Uva Rara (Bonarda novarese) da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%. 
• Zona di produzione: La zona di produzione delle uve, ricade in provincia di Novara, in parte del territorio del comune di Ghemme ed in parte in quello di Romagnano Sesia, e comprende una superficie vitata pari a 50 ha. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, sabbiosi, limosi, ciottolosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 220 s.l.m. e non superiore ai 400 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve e con l'esclusione del versante nord; - Resa massima di uva per ettaro: 8 t/ha; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Ghemme e 12,0% vol per il Ghemme Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5600 litri/ha; - Invecchiamento: 34 mesi (di cui almeno 18 in legno) per il Ghemme e 46 mesi (di cui 24 in legno) per il Ghemme Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso rubino anche con riflessi granata, più marcati nel Riserva; - Odore: profumo caratteristico, fine, gradevole ed etereo; - Sapore: asciutto, sapido, con fondo gradevolmente amarognolo, armonico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol per il Ghemme e 12,5% vol per il Riserva.

Lessona DOC

• Informazioni sul contesto geografico: Lessona è situata nell’Alto Piemonte e ne costituisce la parte occidentale. Nella definizione del quadro aromatico, i terroir di Lessona caratterizzano notevolmente il vitigno Nebbiolo. Il complesso aromatico del vitigno si impreziosisce di una tipica mineralità rugginosa, che dona a questi vini una sapidità minerale spiccata e nitida. Il vitigno nebbiolo si esprime con una particolare levità ed eleganza, con tannini perfettamente amalgamati sin da giovani grazie alle esperienze di coltivazione. Da un punto di vista geologico Lessona è una lingua di sedimenti marini che poggia su di una roccia porfirica profonda. Suoli alluvionali, dunque abbastanza sciolti, costituiti da sabbie acidissime rossicce e molto ricchi di minerali: ferro, potassio e magnesio, con una componente magmatica data dai porfidi e dai graniti. Le altitudini medie sono attorno ai 350 m s.l.m. ed il clima è abbastanza mite, perché anche qui la vicinanza del Monte Rosa contribuisce quale riparo delle correnti nordiche e le vigne dell’Alto Piemonte godono di una buona escursione termica. 
• Storia: il Lessona era già famoso nel '600 e numerose sono le testimonianze storiche relative alle potenzialità del territorio. L’archivio di Stato della città di Biella nei tanti riferimenti alla viticoltura, già nel 1436 registra l’acquisto di una vigna. 
• Disciplinare: DOC dal 1976. 
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dall’85% al 100%, Vespolina e Uva Rara (Bonarda novarese) congiuntamente fino ad un massimo del 15%. 
• Zona di produzione: intero territorio del comune di Lessona. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: sabbiosi, limosi, argillosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 500 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 8 t/ha per il Lessona e 7,2 per il Lessona Riserva; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Lessona e 12,0% vol per il Lessona Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5600 litri/ha per il Lessona e 5000 litri/ha per il Lessona Riserva; - Invecchiamento: 22 mesi (di cui almeno 12 in legno) per il Lessona e 46 mesi (di cui 30 in legno) per il Lessona Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso granato, con sfumature arancioni con l'invecchiamento; - Odore: profumo caratteristico che ricorda la viola, fine ed intenso; - Sapore: asciutto, gradevolmente tannico, con caratteristica sapidità e piacevole, persistente retrogusto; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol. 


Sizzano DOC

• Informazioni sul contesto geografico: Sizzano, anticamente chiamato Sitianum o anche Siccianum, sorge ai piedi di dodici colline degradanti verso il fiume Sesia; il borgo si trova lungo la strada che conduce in Valsesia, a 22 chilometri da Novara. La viticoltura di Sizzano si sviluppa sul versante orientale della valle del Sesia, una lunga collina morenica che si sviluppa su un asse nord-sud: un altopiano prevalentemente argilloso diviso in due strisce collinari. Terreni più profondi ed argillosi nella parte alta della collina, più ciottolosi e più sciolti lungo i versanti più occidentali che scendono verso il fondo valle. 
• Storia: i sistemi adottati nella coltura della vite mutarono gradualmente, perfezionando nei secoli la coltivazione e la qualità dei vitigni. L’esperienza maturata negli anni ha affinato la tecnica di coltivazione, ottimizzando le rese produttive dei vitigni della zona della doc, ottenendo buoni tenori zuccherini, grandi profumi ed ottime evoluzioni nel tempo. La fama del vino sizzanese nei tempi moderni si deve al grande statista piemontese Camillo Benso conte di Cavou, proprietario di vaste estensioni terriere e di aziende agricole, ma il vino era già apprezzato nel periodo rinascimentale e considerato di grande qualità.
• Disciplinare: DOC dal 1969 
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 50% al 70%, Vespolina e Uva rara (Bonarda novarese) da sole o congiuntamente dal 30% fino al 50%; altre uve piemontesi a bacca rossa nella misura massima del 10%. 
• Zona di produzione: territori del Comune di Sizzano. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a 350 metri s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 9 t/ha per il Sizzano e 8,1 t/ha per il Sizzano Riserva; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Sizzano e 12,0% vol per il Sizzano Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 6300 l/ha per il Sizzano e 5670 l/ha per il Sizzano Riserva. - Invecchiamento: 22 mesi (di cui almeno 16 in legno) per il Sizzano e 34 mesi (di cui 24 in legno) per il Sizzano Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso rubino con riflessi di granato; - Odore: vinoso, caratteristico, con sentori di violetta, fine e gradevole; - Sapore: asciutto, sapido, armonico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol.


Valli Ossolane Doc


La D.O.C. Valli Ossolane è stata riconosciuta nel 2009.

VITIGNI: “Valli Ossolane Bianco» è composto da vini ottenuti da uve chardonnay per almeno

il 60%; altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei in Piemonte per un massimo del 40%.

“Valli Ossolane Rosso” è composto da vini ottenuti da uve nebbiolo, croatina, merlot per almeno il 60% da soli o insieme; per il restante 40% possono essere utilizzati altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione in Piemonte.

"Valli Ossolane Nebbiolo" o "Valli Ossolane Nebbiolo Riserva" è prodotto con almeno 85% di uve nebbiolo e 15% uve a bacca rossa idonee alla coltivazione in Piemonte.

ZONA DI PRODUZIONE: comuni di Beura, Cardezza, Bognanco, Crevoladossola, Crodo, Domodossola, Masera, Montecrestese, Montescheno, Pallanzeno, Piedimulera, Pieve Vergonte, Premosello, Ornavasso, Trontano, Viganella, Villadossola, Vogogna (Verbano Cusio Ossola).

TERRENO: suoli di origine morenica con uno scheletro ghiaioso caratterizzato da un ottimo drenaggio.

CARATTERISTICHE:

-Colore: rosso rubino con riflessi granato.

-Profumo: frutti rossi, pepe nero, sentori minerali e note balsamiche.

-Gusto: asciutto ed equilibrato.

-Invecchiamento: è previsto un periodo di invecchiamento di 13 mesi, 6 dei quali in legno.

-Abbinamento: primi piatti importanti a base di carne, formaggi media stagionatura e carni bianche.


Un ringraziamento speciale a Gabriele Confortola per i testi

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