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DOC e DOCG


Trovate la mappa litologica dettagliata dell'Alto Piemonte QUI


Boca DOC


• Informazioni sul contesto geografico: Boca, piccolo paese della provincia di Novara, è situato a m.t. 389 d’altitudine, a cui fanno da sfondo le colline, coltivate a vigneti, dietro le quali si intravedono le cime delle Alpi. Il “Boca” deve le sue peculiarità al terreno morenico che origina dal monte Rosa, composto da argilla, sabbia, ciottoli di granito, porfido e sfaldature di rocce calcaree del Fenera che assumono una consistenza diversa secondo il sito. E’ una sovrapposizione di suoli 
alluvionali originaria del mare che ricopriva, in epoca pre-glaciale, queste terre. Nonostante le correnti da nord provenienti dal monte Rosa producano potenti escursioni giorno-notte, il riparo naturale del monte Fenera produce inverni miti, primavere temperate, estati e autunni caldi e soleggiati. 
• Storia: la vite, è per gli agricoltori di zona coltura antichissima e risale a prima della colonizzazione romana. La conformazione dei terreni, ha costretto, fin dai primi impianti all’uso di gradoni orizzontali, paralleli alle curve di livello, e di muri a secco. I sistemi adottati nella coltura della vite mutarono gradualmente, perfezionando nei secoli la coltivazione e la qualità dei vitigni. L’esperienza maturata negli anni ha affinato la tecnica di coltivazione, ottimizzando le rese produttive dei vitigni della zona della doc, ottenendo buoni tenori zuccherini, grandi profumi ed ottime evoluzioni nel tempo. 
• Disciplinare: DOC dal 1969.
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 70% al 90%, Vespolina e Uva rara (Bonarda novarese) da sole o congiuntamente dal 10% fino al 30%. 
• Zona di produzione: le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende tutto il territorio comunale di Boca, in parte quello di Maggiora, Cavallirio, Prato Sesia e Grignasco e si estende per una superficie pari a 12 ha circa. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, rocciosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 300 s.l.m. e non superiore a metri 550 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve, con l’esclusione dei terreni esposti a nord; - Resa massima di uva per ettaro: 8 t/ha; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Boca e 12,0% vol per il Boca Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5600 litri/ha; - Invecchiamento: 34 mesi (di cui almeno 18 in legno) per il Boca e 46 mesi (di cui 24 in legno) per il Boca Riserva. 
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso rubino con riflessi granato, aranciato nel Riserva; - Odore: caratteristico, fine, ampio ed etereo; - Sapore: asciutto, sapido, armonico, piacevolmente tannico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol. 

Bramaterra Doc

• Informazioni sul contesto geografico: la zona di produzione del Bramaterra, situata nel Territorio dell’Alto Piemonte, “terra di mezzo” che unisce la Fascia Alpina del Monte Rosa con la Bassa pianura Padana è un Territorio nel quale il vitigno Nebbiolo trova uno straordinario luogo di elezione. Così in un territorio avente geologia, pedologia, clima e situazioni storiche ed economiche comuni, si è ricorso al nome Bramaterra per questo vino, derivato dalla migliore composizione ampelografica di tradizione locale nei terreni collinari. Il territorio è composto da colline, originate milioni di anni fa, con terreni acidi porfirici e con una copertura superficiale di terreno fertile. Sul lato occidentale i suoli hanno una maggiore ricchezza di sabbie con depositi marini, ad est si trovano zone maggiormente argillose, a sud i terreni si fanno più profondi, con maggiore ricchezza in limo ed argilla. La vicinanza con il Monte Rosa offre una barriera naturale dai venti montani e garantisce un microclima favorevole per la coltivazione della vite.
• Storia: coltivando questi colli secondo la intuita vocazione del suolo iniziarono le vicende delle vigne e del vino ed i rapporti inerenti documentati nel tempo. Il Bramaterra era un vino conosciuto già nei secoli XI e XII, come testimoniano alcuni documenti dell’epoca; tuttavia solo 1447 si ha la prima traccia di questo vino e del suo nome.
• Disciplinare: DOC dal 1979.
• Base ampelografica: Nebbiolo (Spanna) dal 50% all’80%, Croatina fino a un massimo del 30%, Uva rara (Bonarda novarese) e Vespolina da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20%.
• Zona di produzione: la zona di produzione comprende i terreni collinari dei comuni di Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e Lozzolo.
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argilloso, limoso, roccioso, sabbioso, calcareo, siliceo e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 600 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 7,5 t/ha per il Bramaterra e 6,7 per il Bramaterra Riserva; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 11,5% vol per il Bramaterra e 12,0% vol per il Bramaterra Riserva. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 5250 litri/ha per il Bramaterra e 4700 litri/ha per il Bramaterra Riserva; - Invecchiamento: 22 mesi (di cui almeno 18 in legno) per il Bramaterra e 34 mesi (di cui 24 in legno) per il Bramaterra Riserva.
• Qualità organolettiche: - Colore: rosso granato con riflessi aranciati; - Odore: caratteristico, intenso, lievemente etereo che si affina con l'invecchiamento; - Sapore: pieno ed asciutto, vellutato con gradevole sottofondo amarognolo, di buon nerbo ed armonico; - Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,0% vol

Colline Novaresi DOC

• Informazioni sul contesto geografico: è una vasta fascia di territorio nel nord/est del Piemonte che da ovest verso est corre tra la sinistra orografica del Fiume Sesia (che scende dal Monte Rosa) e la destra del fiume Ticino (che proviene dai monti del Gottardo). I territori della Doc Colline Novaresi vantano sicuramente una tradizione ed una fama consolidata nei secoli, la vite è presente nella zona territoriale della Doc Colline Novaresi sin dall’età romana ed è descritta da Plinio il Vecchio con parole elogiative delle caratteristiche qualitative e della sua ampia diffusione. La ricchezza e la diversità dei vitigni autoctoni determinano la differenza delle forme di allevamento che a loro volta contribuiscono a caratterizzare fortemente il paesaggio, dominato dalla vicinanza del Monte Rosa. I suoli sono morenico alluvionali, più limoso-argillosi nella parte bassa delle colline ed appena più sciolti nella parte superiore La ricchezza e la diversità dei vitigni autoctoni determinano la differenza delle forme di allevamento che a loro volta contribuiscono a caratterizzare fortemente il paesaggio. 
• Storia: molte le testimonianze al riguardo che documentano che la viticoltura in questo territorio ha tradizioni antichissime che hanno portato, nel corso dei diversi secoli, all’affermazione di vitigni caratteristici di queste località. 
• Disciplinare: DOC dal 1994 
• Base ampelografica:  “Colline Novaresi” rosso, rosato e novello: Nebbiolo (Spanna) minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detti vini fino a un massimo del 50%, altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato; 
“Colline Novaresi” Vespolina: Vespolina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Nebbiolo (Spanna): Nebbiolo minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Uva rara (Bonarda novarese): Uva rara minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” Croatina: Croatina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati;
“Colline Novaresi” Barbera: Barbera minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte come sopra identificati; 
“Colline Novaresi” bianco: 100% Erbaluce. 
• Zona di produzione: le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Colline Novaresi" devono essere prodotte nei seguenti comuni: Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio. Cressa, Cureggio, Fara Novarese, Fontaneto d'Agogna, Gattico, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Marano Ticino, Mezzomerico, Oleggio, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vaprio d'Agogna, Veruno e Agrate Conturbia, tutti in provincia di Novara. 
• Norme per la viticoltura:  - Terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 180 s.l.m. e non superiore a metri 550 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 10 t/ha per rosato, rosso, novello, barbera e croatina e 9,5 t/ha per bianco, nebbiolo, uva rara e vespolina; - Titoli alcolometrici volumici minimi naturali: 10,5% vol. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 7000 l/ha per rosso, rosato, barbera, croatina e novello e 6650 l/ha per nebbiolo, uva rara, vespolina e bianco. 

Coste della Sesia

• Informazioni sul contesto geografico: i territori della doc Coste della Sesia sono compresi nel bacino del Fiume Sesia e vantano sicuramente una tradizione ed una fama consolidata nei secoli. La vite è presente nella zona territoriale della doc Coste della Sesia sin dall’età romana ed è descritta da Plinio il Vecchio con parole elogiative delle caratteristiche qualitative e della sua ampia diffusione. Durante il Medio Evo si nota un incremento delle zone vitate ed una maggiore offerta dei suoi vini; ma è nel XVIII secolo che inizia il notevole rinnovamento agricolo e la coltivazione della vite è portata felicemente al solo livello collinare. Il territorio risulta essere un’area composita con importanti differenze da un punto di vista climatico, pedologico e morfologico. Con conformazioni che variano da argilla a sabbia, ciottoli di granito e porfido. Questa disomogeneità territoriale si nota in tutta l’area e nelle due province della denominazione: Vercelli e Biella. 
• Storia: molte testimonianze documentano che la viticoltura in questo territorio ha tradizioni antichissime che hanno portato, all’affermazione di vitigni caratteristici. Un territorio quindi, dove la produzione vitivinicola contribuisce alla valorizzazione complessiva degli ambiti territoriali che ricadono sotto la Doc che ha costruito la propria storia e la propria identità intorno al vino con la valenza ambientale e paesaggistica ad essa strettamente collegata. 
• Disciplinare: DOC dal 1996 
• Base ampelografica: “Coste della Sesia” rosso e “Coste della Sesia” rosato: Nebbiolo (Spanna) minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detti vini fino a un massimo del 50%, altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino; 
“Coste della Sesia” Nebbiolo o Spanna: Nebbiolo (Spanna) minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” Vespolina: Vespolina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” Croatina: Croatina minimo 85%; possono concorrere, fino a un massimo del 15%, altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte; 
“Coste della Sesia” bianco: Erbaluce 100%. 
• Zona di produzione: La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini DOC “Coste della Sesia” comprende l'intero territorio dei seguenti comuni: Gattinara, Roasio, Lozzolo, Serravalle Sesia tutti in provincia di Vercelli; Lessona, Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco, Sostegno, Cossato, Mottalciata, Candelo, Quaregna, Cerreto Castello, Valdengo e Vigliano Biellese tutti in provincia di Biella. 
• Norme per la viticoltura: - Terreni: argillosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni; - Giacitura: esclusivamente collinare (sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati); - Altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 600 s.l.m.; - Esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve; - Resa massima di uva per ettaro: 10 t/ha ad eccezione di 9,0 t/ha per il Nebbiolo; - Titoli alcolometrici vol min naturali: 11,0% vol eccetto 11,5% vol per il Nebbiolo. 
• Norme per la vinificazione: - Resa massima dell’uva in vino finito: 70%, pari a 7000 l/ha ad eccezione di 6300 l/ha per il Nebbiolo. 

Fara DOC

• Informazioni sul contesto geografico: risalendo lungo il Fiume Sesia, Fara è la prima delle denominazioni “comunali” del Novarese. Due i comuni interessati: Briona e Fara Novarese. Il suo territorio si trova parte in